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Il cambiamento della comunicazione e del ruolo del comunicatore.

#iArticolo / marzo 2019

Ormai è noto a tutti come negli ultimi vent'anni i cambiamenti “provocati” dalle tecnologie digitali abbiano influenzato quasi completamente i processi di acquisto delle persone, e non solo. L'avvento di Internet ha portato con sé un cambio netto nella società, dall'economia ai media, con una rapidità tale da influenzare le azioni di tutti, del consumatore, del produttore e del comunicatore.

Noi che rientriamo in quest'ultimo ruolo, sappiamo benissimo di dover essere sempre al passo con i tempi: il Comunicatore con la C maiuscola deve saper interpretare le novità del mercato, le dinamiche aziendali, i clienti, e soprattutto il target che ha cambiato l'attenzione, non più rivolta ai media ed ai mezzi di comunicazione tradizionali, ma quasi completamente catalizzata dai social media. Ma il Comunicatore non deve spaventarsi da questo cambiamento, poiché uno degli aspetti più affascinati della comunicazione è proprio la possibilità di prendere sempre direzioni diverse e la sua versatilità.

Non dimentichiamo mai le sagge lezioni degli antichi, Eraclito ci insegnò che tutto scorre e che “non ci si bagna mai nella stessa acqua del fiume”, per noi anche nel fiume, che scorre veloce, della comunicazione. Di fronte ad una attenzione delle persone molto più difficile da catturare rispetto solo ad un decennio fa, la sfida della comunicazione sta nel dare maggior importanza ai contenuti di ciò che si comunica e non ai mezzi con il quale si comunica. I mezzi certo vanno conosciuti perfettamente e bisogna saperli usare con la medesima destrezza con cui vent'anni fa si sceglievano le migliori posizioni di una campagna stampa o radiofonica o televisiva, oggi lo si fa strategicamente su internet e con le corrette pianificazioni social, con lo studio di perfette scale di valori per strategie di funnel marketing funzionali ed ottimizzanti.

Sono solo mezzi, ma e sopratutto contenuti rilevanti.

La comunicazione ha una caratteristica che non cambia: se ha contenuti, se pensata e scritta bene, funziona! Viceversa, oggi come allora, da una comunicazione “vuota” si generano effetti negativi, o nessun risultato o addirittura un effetto boomerang. Oggi che tutto è proiettato in avanti quasi a precorrere il futuro, non bisogna dimenticare le basi fondamentali del proprio lavoro, dalle quali non si può prescindere, che sono i pilastri della comunicazione stessa. Travolto dall'entusiasmo di Internet e dei social, il Comunicatore non deve mai perdere di vista il quadro d'insieme per dare un servizio intelligente ed efficace al proprio cliente. Pensiamo solo allo storytelling di cui tanto si parla ovunque e con sempre maggior frequenza: come devono essere queste storie che andiamo a scrivere e comunicare? Oltre all'imprescindibile veridicità e trasparenza di ciò che si racconta facendo storytelling, del cogliere dalla realtà i fatti e tutto ciò che è attorno a loro, quanto vale ancora la capacità di sorprendere ed emozionare, di creare feeling ed immedesimazione, lasciando un segno nella vita delle persone? Per noi è fondamentale!

È il presupposto per riuscire a catturare questa attenzione sempre più fuggevole. Diamo quindi una grande importanza ai contenuti, ai fatti, a parole e immagini che raccontano verità, che creino la corretta reputation di chi racconta e una affinità e vicinanza di chi la legge, vede, percepisce. Considerato che nella rete troviamo tutto ed il contrario di tutto, le imperanti fake news, che leggiamo continue opinioni ed interpretazioni, i punti di vista più o meno utili di chiunque, i fatti veri, le storie vere sono quelle che emergono ed hanno senso. Stiamo realmente passando da una “comunicazione di profondità” ad una “di superficie”, si dice che “surfiamo sulle onde” di internet con leggerezza, ma non dimentichiamo che dietro al web ci siamo noi, che abbiamo il dovere di raccontare storie e diffondere idee con forza ed efficacia e con la “profondità” dei valori e della sincerità di ciò che si dice, si possono ancora fare promesse ma poi devono venire assolutamente mantenute. La “post verità” di cui tanto si discute parte da noi, dai comunicatori: dietro ad ogni falsità “urlata” e veicolata attraverso mezzi sempre più potenti, c'è qualcuno. Il tema del grande cambiamento non è il mezzo, esso mette solo a disposizione del comunicatore una potenza nuova, sconosciuta e forse inimmaginabile in passato. Noi crediamo che il tema siano i contenuti, che non si possa comunicare prescindendo da questi e dal valore che questi devono avere. Contenuti che raccontino storie vere, di umanità, di successi ed anche di errori: in un processo di cambiamento forte come quello odierno, le aziende commettono plausibilmente errori, che vanno presi come esperienze costruttive e vanno comunicati perché dagli errori spesso si creano storie di successi e si acquisiscono vantaggi competitivi economicamente, importante è la velocità con cui gli errori si debbono correggere.

È spesso dagli errori che nascono le migliori soluzioni.

Ciò non significa affatto che dobbiamo perdere in creatività, possiamo benissimo continuare a “surfare sulle idee”, a divertirci con le idee e a proporne di sempre nuove ed emozionanti. Ricordiamoci la geniale teoria della “mucca viola” di Godin in mezzo a tutte “mucche marroni”, l'idea diversa sarà sempre vincente, emergente e creerà un effetto positivo. Il mood del comunicatore di oggi, come quello di ieri, deve saper sempre far volare la fantasia e le idee con i nuovi mezzi che ha a disposizione, deve saper far emergere e far notare queste idee nel mare di informazioni del web, per ottenere un risultato positivo per l'azienda e per il brand. Le idee vincenti rimangono oggi come ieri quelle che si differenziano e si allontanano sempre di più dalla banalità e dalla standardizzazione.

Il ruolo del comunicatore di oggi è ancor più “delicato” e strategico ed esige grande professionalità nella capacità di comprendere i fenomeni che travolgono con sempre maggior rapidità la realtà e nel saperli “trasformare” con la forza dell'immaginazione e della creatività. Le aziende oggi più che mai, anche le più strutturate a livello di marketing interno, necessitano della competenza di chi sa fare buona comunicazione. Grazie al lavoro di professionisti del prodotto, del brand, dell'innovazione e della comunicazione nascono le idee migliori che si possono comunicare per una azienda. La funzione del marketing e della comunicazione non può essere più percepita come un centro di costo da “tagliare facilmente” in un periodo di crisi, ma come un vero e proprio driver di crescita e profitto.

E noi che facciamo della comunicazione il nostro pane quotidiano da decenni abbiamo la responsabilità di creare sempre maggior valore e concretezza nei contenuti che comunichiamo, non perdendo mai di vista il filo delle idee e delle intuizioni e la potenza della fantasia e delle emozioni. Nell'era del biomarketing dobbiamo essere capaci di stabilire connessioni privilegiate tra i nuovi mezzi, il brand ed il target, sapendoci trasformare con la velocità e l'attenzione necessarie, per continuare a far bene il nostro lavoro. Il ruolo della comunicazione e del bravo comunicatore negli ultimi vent'anni è certamente cambiato nel modus operandi, ma siamo sicuri che nell'era dell'ipertecnologico ha acquisito ancor più di senso, fintanto che resterà umano.

 

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